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Dave Douglas: Gifts

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Dave Douglas: Gifts
L'origine della musica come dono. Così dice Dave Douglas, presentando il suo ultimo lavoro in quartetto, cercando di immaginare il rapporto tra artista e fruitore come scambio limpido e disinteressato.

È un dono che il trombettista fa anche a Billy Strayhorn, mitico compositore, collaboratore aureo di Duke Ellington dei periodi più creativi. Come altre volte, infatti, Douglas individua una figura-chiave per la propria formazione e la omaggia ina maniera del tutto personale. Come già per Mary Lou Williams, Wayne Shorter o Randy Weston, Douglas riserva a Strayhorn trattamenti ellittici che usano la parafrasi come elemento rifondativo del testo. Ad esempio la celebre "Take the A Train" viene rovesciata partendo dalla coda e porgendo il tema leggermente variato con ritmo in battere, dalle sfumature funky-rock.

Si percepisce una forte collaborazione interna al gruppo, con una impronta marcata dei due nuovi entrati, Rafiq Bhatia e Ian Chang, rispettivamente alla chitarra e batteria, elementi del gruppo Son Lux, brillanti rifinitori di atmosfere, spazi, soluzioni coloristiche. Inoltre, prosegue la conversazione a due voci con il sax tenore di James Brandon Lewis, ancora in via di perfezionamento, ma già efficace specie in situazioni di contrappunto. In questo contesto Lewis deve attutire la sua esuberanza consueta e giocare di fino sia negli assoli che nelle parti comuni.

Altri temi di Strayhorn sono "Blood Count," resa in maniera assai intensa con un intervento illuminante di Bhatia, "Day Dream," decostruita con sapienza dopo una introduzione di tromba e percussioni, e una sognante "Rain Check."

Dave Douglas continua dunque una sua rivisitazione stratificata sulle possibilità che il jazz ha ancora da offrire, smussando a volte le aspre sperimentazioni dei decenni passati, trovando una maturità consapevole, in grado di indagare piste sonore diversissime, come dimostra il catalogo della sua etichetta e: Greenleaf.

Al di là dei commenti a Strayhorn, spicca nell'album il brano di apertura, un affresco potente dal tema lirico-liturgico, che si sviluppa drammaticamente attraverso improvvisazioni di tromba e sassofono per concludersi in maniera onirica, vicina a certe visioni di Bill Frisell.

Come solista, Douglas si conferma supremo, in grado di esprimersi con tutti i registri che lo strumento può offrire, preferendo spesso i voli spericolati dal grave al sovracuto—un po' come anche Kenny Wheeler insegnava—e adagiandosi con un certo languore nei brani a scansione ternaria, come in "Third Dream," evocante certe pagine di Nino Rota. C'è spazio per un seducente blues-feeling in "Kind of Teal," ancora per un walzer, scosso dall'interno da un intervento chitarristico intenso ("Seven Years Ago"), arrivando al finale complesso di "Goodbyes," a chiudere un album di gran fascino.

Track Listing

Gifts; Kind of Teal; Take the 'A' Train; Rain Check; Blood Count; Day Dream; Seven Years Ago; Small Bar; Third Dream; Goodbyes.

Personnel

Dave Douglas
trumpet
James Brandon Lewis
saxophone, tenor
Ian Chang
drums

Album information

Title: Gifts | Year Released: 2024 | Record Label: Greenleaf Music

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