Home » Articoli » Album Review » Cecil Taylor: Live At Fat Tuesday's February 9, 1980 First Visit
Cecil Taylor: Live At Fat Tuesday's February 9, 1980 First Visit
ByDel 1980 era invece It Is in the Brewing Luminous, sempre pubblicato da Hat Hut, che proponeva uno dei quattro set della torrenziale esibizione distribuita su tre giornate al Fat Tuesday's di New York City, dall'8 al 10 febbraio. Una pubblicazione a tiratura limitata, che andò ben presto esaurita e meritò opportune lodi. Giunge ora questa uscita dallo stesso gruppo di concerti, stampata in CD dalla Ezz- thetics, che della stessa Hat Hut è un'emanazione.
Frutto di attenta selezione da parte dello staff del produttore, che a suo tempo si mosse dalla Svizzera per registrare tutti i concerti di quelle giornate, e oggetto di una meticolosa rimasterizzazione del 2023, il CD propone nella sua interezza il terzo set, svoltosi nella serata del 9. Un disco che apre alla grande la nuova collana First Visit, dedicata alla proposta di materiale inedito, di importanza storica. La formazione vede, accanto a Taylor, Lyons e Ameen, il contrabbasso e violoncello di Alan Silva e la coppia di batterie con Sunny Murray e Jerome Cooper. Quest'ultimo anche al balafon.
Il CD è stato diviso in tre tracce, ma la musica si dipana senza soluzione di continuità lungo i sessantasei minuti del set. Come era consuetudine, si tratta di musica torrenziale, intensamente e ritualmente comunitaria, ardita, con picchi e contrasti, con uno svolgimento che richiama l'architettura di "strutture a sbalzo e piloni inclinati" di cui parla lo stesso Taylor e che Art Lange riprende nelle note di copertina del presente CD. Ponti e cattedrali. È un flusso organico e allo stesso tempo meccanico, muscolare e parallelamente spirituale, che si alimenta della propria serrata dialettica, del contrasto e della sintonia.
Il gruppo è trascinato in questo vortice di creatività ribollente: le due batterie si intrecciano con la sapienza artigianale dei tessitori; il sax alto guizzante di Lyons è come sempre profondamente sintonizzato con lo svolgimento tentacolare della musica. Già nel fraseggio blues dell'incipit si avvertono l'empatia mirabile e lo stato di grazia. Il contrabbasso, spesso suonato con l'archetto, crea densità contrappuntistiche. Soltanto il violino è un po' remoto (ma il suo ruolo è caratterizzato dalla discrezione), in una tela sonora che altrimenti mette bene in risalto la forza plastica delle trame.
All'interno della seconda traccia, nel cuore del concerto, si incontrano i momenti più alti di una performance tutta mirabile. È quando sopraggiungono episodi in cui la forza tellurica del pianoforte si stempera in uno spazio tranquillo e luminoso, di solennità bachiana, in alternanza con la frenesia che si accende e riaccende, dando luogo a momenti di densità sublime. Questo in particolare tra Taylor e Lyons, ma verso la fine con il contributo serrato e vibrante di Cooper.
La ricchezza straripante di Taylor può lasciare turbati, scossi, sconcertati e disorientati. Oppure addirittura irritati. Finché non si entra nel suo mondo, non si trovano i fili del suo discorso eterodosso, ma di grande coerenza. Una coerenza che si focalizza appunto nel sistema elastico di relazioni e di interconnessioni tra rituali e architetture. Quando tale corrispondenza si manifesta, seduce l'ascoltatore allo stesso modo in cui trascina i musicisti coinvolti.
Album della settimana.
Track Listing
February 9, 1980 I; February 9, 1980 II; February 9, 1980 III.
Personnel
Cecil Taylor
pianoRamsey Ameen
violinJimmy Lyons
saxophone, altoAlan Silva
bass, acousticJerome Cooper
drumsSunny Murray
drumsAdditional Instrumentation
Alan Silva: double bass and cello; Jerome Cooper: drums and African balaphone.
Album information
Title: Live At Fat Tuesday's February 9, 1980 First Visit | Year Released: 2024 | Record Label: Ezz-thetics
Tags
Comments
PREVIOUS / NEXT
Support All About Jazz
